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USA: Il Foreign Trade a seguito dell'Evoluzione dello Scenario Economico Internazionale

Approfondimento Dicembre a cura dei Docenti NIBI

In un mercato globale sempre più competitivo gli scambi commerciali internazionali richiamano l’attenzione degli operatori economici al fine di razionalizzare le proprie scelte di business.

Come noto, il mercato statunitense è da sempre fonte attrattiva degli investimenti delle PMI italiane orientate ad incrementare la propria presenza nello scenario economico globale. Va rilevato, in siffatto contesto, che la crescita economica globale, secondo le stime dell’IMF - International Monetary Fund - si attesterebbe al 3,5% nel 2017 mentre negli USA è prevista una crescita del 2%.  

Ogni eventuale progetto diretto su tali mercati richiede una adeguata conoscenza della struttura e della complessità del mercato e delle correlate dinamiche giuridiche, fiscali e finanziarie. Basti ricordare, a titolo esemplificativo, che l’impresa che intende sviluppare il business in un nuovo mercato dovrebbe preliminarmente individuare un obiettivo chiaro – a titolo esemplificativo se intende fondare una branch, una NewCo ovvero una JV – e una definita strategia di posizionamento nel mercato ivi compreso un Business Plan, una pianificazione delle spese connesse alla supply chain, un approfondimento dei profili di fiscalità e diritto internazionale e quant’altro correlato. 

Dal punto di vista giuridico, si prospettano una serie di tematiche, in primis, la valutazione delle modalità di accesso al mercato statunitense. Si segnala, inoltre, che gli ordinamenti di common law - in linea di principio - riconoscono alle parti la facoltà di determinare da sé il contenuto del contratto. In tale contesto, gli operatori hanno l’onere di prestare particolare attenzione alla compiutezza delle norme contrattuali finalizzate a governare i rapporti di business che esse intendono avviare. Assume particolare importanza, ad esempio, la clausola con la quale le parti esprimono la volontà di porre termine al contratto al verificarsi di determinati eventi da esse designati, meglio conosciuta come express termination clause e in Italia come clausola risolutiva espressa. Vale anche rilevare che, diversamente dall’ordinamento italiano, gli ordinamenti di common law non richiedono generalmente una verifica in ordine alla colpevolezza imputabile alla parte inadempiente, ai fini della valenza della clausola.

Altro tema da monitorare concerne il contesto del diritto del lavoro. In particolare si dovrà prestare attenzione alle normative OSHA - Occupational Safety and Health Administration - ovvero l’agenzia federale incaricata di presiedere alla sicurezza sul lavoro e alla salute dei lavoratori. A tale scopo è in essere l’Occupational Safety and Health Administration Act  ossia la legge sulla sicurezza e la salute sul lavoro. In particolare, ogni datore deve fornire ai propri dipendenti un lavoro ed un luogo di lavoro esenti da pericoli noti o ragionevolmente presunti adottando tutte le misure atte a prevenire che costoro siano esposti a lesioni di ogni sorta e deve conformarsi alle prescrizioni previste dalla suddetta normativa.

In ordine al tema della tutela federale dei segreti commerciali si richiamano alcune disposizioni dell’United States Code che dispongono la facoltà per le imprese di adire le Corti federali in caso di appropriazione indebita del proprio know-how. La disciplina ha ad oggetto la tutela dei Trade Secrets: il giudice ha titolo, su istanza di parte e dopo avere valutato la sussistenza dei presupposti di legge, di disporre in via d’urgenza il sequestro delle informazioni allo scopo di prevenire la diffusione delle stesse. Quanto sopra al solo scopo di fornire qualche cenno in ordine ad alcuni temi fra i tanti che dovranno essere oggetto di approfondimento.

Nondimeno, il progetto di business deve essere contestualizzato tenendo conto dell’evoluzione dello scenario politico internazionale nonché del “rischio paese” e dei “rischi politici” eventualmente connessi allo stesso. 

Invero, come noto, per razionalizzare il processo di internazionalizzazione si rende necessario un bilanciamento tra gli obiettivi di crescita auspicati dall’impresa e la complessità del nuovo mercato.
Non da ultimo, dovranno essere valutati i possibili effetti delle decisioni che la nuova amministrazione presieduta da Donald Trump potrebbero generare e il loro possibile impatto in ordine alle scelte strategiche da adottare. Come noto, il Presidente eletto ha annunciato pubblicamente il ritiro dal TPP (Trans-Pacific partnership ) che tuttavia esclude la Cina. Pertanto, sembra profilarsi un nuovo approccio moderatamente “protezionista” che da un lato dovrebbe privilegiare la salvaguardare e l’incremento  del “lavoro” domestico e dall’altro rinunciare, in ogni caso, all’idea di rivedere in modo sostanziale i fondamentali equilibri di natura economica con i principali “drivers” internazionali.
 

A cura di Maurizio Gardenal, docente NIBI nell'ambito del Business Focus USA.

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