Image

Opportunità in Russia in tempo di Sanzioni

Approfondimento Dicembre a cura dei Docenti NIBI

In occasione del Consiglio Europeo del 15 dicembre scorso i ventotto leader hanno deciso di prolungare le sanzioni contro la Russia fino a metà 2017. Con ogni probabilità, almeno per lo stesso periodo si prolungherà l'embargo russo nei confronti dell'export europeo.

Se esportare in Russia è difficile, investire si sta invece dimostrando un'opportunità interessante. Innanzitutto il rublo ha perso il 30% del suo valore nei confronti dell'euro dall'ottobre 2014, in linea con il crollo del prezzo del petrolio (da segnalare l’avvicinamento della Russia all’OPEC in occasione della recente decisione di ridurre l’offerta di petrolio). In secondo luogo, le scelte adottate dal governo hanno determinato un processo di import substitution con conseguente obbligo di molte aziende a doversi insediare con stabilimenti produttivi nel Paese per poter continuare a vendere. 

Alcune tra le maggiori case automobilistiche, per esempio, hanno iniziato a esportare auto e componenti prodotti in Russia, che quindi non è più solo un mercato di sbocco ma un Paese in cui si possono realizzare prodotti competitivi e a basso prezzo. In realtà, i maggiori player internazionali del settore sono presenti in Russia già dal 2010, quando in vista dell’ingresso nel WTO le autorità russe federali e regionali avevano concesso notevoli agevolazioni alle aziende straniere che localizzavano, almeno parte del loro processo produttivo nel Paese, in regioni quali Kaluga, Volga e San Pietroburgo. Contemporaneamente è stata introdotta una forte tassazione sui veicoli usati (in particolare per i mezzi pesanti), allo scopo di bloccarne il commercio proveniente dall’UE e rendendo conveniente la produzione in Russia. Più precisamente, la delocalizzazione ha riguardato finora principalmente l’assemblaggio di componenti importati dall’UE perché erano vigenti varie agevolazioni statali collegate al mero assemblaggio. Queste agevolazioni stanno giungendo al termine e il prossimo passo sarà l’introduzione di una quota crescente obbligatoria di valore aggiunto realizzato in Russia sul totale del valore del veicolo.

Anche il settore del legno è coinvolto dalle opportunità di import substitution: importanti banche russe stanno elaborando un progetto di distretto del legno nell’estremo oriente del paese, in cui è localizzato il 25% delle risorse forestali della Russia, in cui opereranno almeno 20 soggetti nel taglio del legname e nella produzione di derivati quali materiali segati e pellet. A questo progetto sono destinati dalle banche russe circa 550 milioni di euro.

Nel 2015 la Russia è stato il terzo paese per investimenti diretti esteri (dopo Stati Uniti e Cina) anche grazie a facilitazioni sia a livello federale sia a livello regionale soprattutto nei settori dell'agroindustria, delle meccanica e alte tecnologie, dell'energia, delle infrastrutture e della sanità. Settori nei quali le aziende italiane sono attive con capacità tecnologiche elevate.
 

A cura di Roberto Corciulo, docente NIBI nell'ambito di diversi Corsi Executive a Catalogo e On Demand

Visualizza: Mobile