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Le sei tendenze globali nel 2017 per il food and beverages

Approfondimento Febbraio a cura dei docenti NIBI

L’industria alimentare italiana è la seconda del Paese dopo la metalmeccanica, ma a livello di export, mentre la meccanica rappresenta la prima voce del nostro export con quasi il 26% del totale, il settore alimentare non va oltre il 5% del totale delle nostre esportazioni, nonostante venga riconosciuta come l’ambasciatrice del Made in Italy nel mondo. Questo a dimostrazione che, tolti alcuni grandi marchi italiani, la stragrande maggioranza delle aziende italiane del settore non esportano o esportano molto poco.

I prodotti del Made in Italy maggiormente esportati sono i vini e gli spumanti, la frutta fresca e secca, le preparazioni di ortaggi-legumi-frutta, la pasta, i formaggi e latticini.

I principali clienti italiani rientrano in larga misura tra quelli la cui domanda mostra la maggiore crescita: Germania, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Svizzera, Spagna, Austria. Il prodotto italiano destinato a questi ultimi è circa il 60% del totale.

Principale problema nei mercati internazionali è il fenomeno del cd. “Italian sounding”  (l’imitazione di prodotti alimentari italiani già esistenti o il richiamo all’Italia e all’italianità impropriamente attribuito a produzioni locali) il cui valore si aggira attorno ai 60 miliardi di euro/anno e che sottrae quote di mercato ai nostri prodotti oltre a creare in molti paesi una percezione errata, sia a livello di prodotto che di prezzo, dei prodotti italiani.

Altro problema è lo scarso uso di strategie di Marketing per approcciare i mercati esteri, per cui si cerca di “imporre” il nostro prodotto, senza tener conto delle peculiarità e bisogni dei consumatori locali, rendendo spesso difficoltoso l’inserimento dei nostri prodotti.

Secondo alcune società di ricerche di mercato ci saranno sei tendenze nel settore degli alimenti e bibite per il 2017 in Europa, Nord America, Australia e nord dell’Asia, eccole di seguito: 

  1. Fiducia nella tradizione: i consumatori cercheranno nuove formulazioni, sapori e formati che richiamano l’artigianalità e le lavorazioni di un tempo. 
  2. Aumento delle vendite di verdure, semi e frutta secca, che sono alimenti che vengono associati alla salute ed il benessere. Proseguirà la crescita dei consumatori con diete vegetariane, vegane o altre in cui questi prodotti sono molto usati. 
  3. La sostenibilità e la riduzione degli sprechi sarà altro argomento chiave. Sempre più persone useranno ingredienti che fino a poco tempo fa venivano buttati. Lo stesso si dica per il packaging, si cercheranno contenitori più ecologici fino ad arrivare alla sua eliminazione o riuso.
  4. Tempistica: i consumatori cercano forme sempre più agili per poter avere prodotti freschi e nutrienti in modo personalizzato e veloce. 
  5. Turno di notte”: il ritmo della vita moderna sta creando un mercato di prodotti che aiutano le persone di qualsiasi età a rilassarsi prima di andare a dormire, favorendo il riposo. 
  6. Le aziende del settore svilupperanno processi innovativi per consentire ai loro prodotti di essere più accessibili ai consumatori con minori redditi, in modo che possano avere una vita salutare.

A cura di Michele Lenoci - Docente NIBI 

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