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Finalmente l'Europa accessibile alle PMI

Approfondimento Gennaio a cura dei docenti NIBI

Da sempre l'Unione Europea ha adottato strumenti di sostegno alle imprese. Ma questi strumenti sono stati percepiti come irraggiungibili, difficili da gestire soprattutto per le nostre piccole e medie imprese.

Nel corso degli anni l'UE ha cercato di razionalizzare questi strumenti e di tararli sempre più sulle PMI. Un caso per tutti è il programma Cosme che sarà attivo fino al 2020. Tra i suoi obiettivi ha quello di fornire un migliore accesso ai finanziamenti per le PMI tramite: uno strumento di garanzia sui prestiti (per fornire garanzie e controgaranzie ad intermediari finanziari, come società di garanzia, banche e società di leasing); uno strumento di capitale di rischio (per fornire capitale di rischio a fondi di investimento, prevalentemente di venture capital, destinati principalmente a PMI che si trovano in fase di espansione e crescita). Inoltre Cosme aiuta le PMI a trovare partner commerciali e tecnologici, a comprendere la legislazione europea e ad accedere ai finanziamenti dell’UE grazie all’Enterprise Europe Network (una rete composta da più di 600 uffici in oltre 50 paesi), al portale «La tua Europa – Imprese» o il Portale per l’internazionalizzazione delle PMI. L’UE finanzia inoltre gli helpdesk per i diritti di proprietà intellettuale nelle regioni ASEAN, in Cina e nel Mercosur al fine di offrire consulenza e sostegno alle PMI europee che si trovano ad affrontare difficoltà in materia di proprietà intellettuale, norme o appalti pubblici in queste aree geografiche.

Tuttavia è importante definire quando un’impresa è una PMI. Le PMI si presentano in molte forme e dimensioni, tuttavia, nel complesso contesto imprenditoriale attuale, esse possono sviluppare stretti rapporti finanziari, operativi o di governance con altre imprese. Questi rapporti spesso rendono difficile distinguere una PMI da un’impresa più grande. La definizione di PMI è uno strumento pratico concepito per aiutare le PMI a identificarsi in modo da poter ricevere appieno il sostegno dell’Unione europea e dei suoi Stati membri.
Una prima regola è quella basata sui dipendenti e sul fatturato o bilancio. In base a questi criteri abbiamo le micro (imprese con meno di 10 occupati e che realizzano un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro); le piccole (imprese con meno di 50 occupati e che realizzano un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro) e le medie (imprese con meno di 250 occupati e che realizzano un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro).

Tuttavia l'UE opera una distinzione fra tre diverse categorie di imprese. Ciascuna categoria corrisponde a un tipo di rapporto che si può stabilire tra un’impresa e un’altra. Questa distinzione è necessaria per avere un’immagine realistica della situazione economica di un’impresa ed escludere quelle che non sono vere e proprie PMI. Le categorie sono le seguenti: impresa autonoma (se l’impresa è completamente indipendente o ha una o più partecipazioni di minoranza, ciascuna inferiore al 25 %, con altre imprese), impresa associata (se la partecipazione con altre imprese arriva almeno al 25 %, ma non supera il 50 %, si considera che il rapporto sia tra imprese associate) e impresa collegata (se la partecipazione con altre imprese supera il tetto del 50 %, le imprese sono considerate collegate). Pe esempio, per quanto riguarda le imprese associate, l’im¬presa in questione deve aggiungere ai suoi dati una proporzione del calcolo degli effettivi e degli elementi finanziari dell’impresa associata al momento di determinare la propria ammissibilità alla condizione di PMI. Questa proporzione riflet¬terà la percentuale di quote o di diritti di voto — quale dei due sia il più alto — che è detenuta. Per quanto riguarda le imprese collegate, invece, occorre aggiungere ai dati dell’impresa in questione il 100 % dei dati dell’impresa collegata per deter¬minare se essa rispetta le soglie di effettivi e le soglie finanziarie stabilite dalla definizione.
 

Per approfondire questi temi, e non solo, NIBI ha organizzato un corso che si svolgerà dal 16 al 18 marzo 2017. Per maggiori informazioni, visita la pagina dedicata.

A cura di Stefano Riela - Coordinatore Scientifico di NIBI

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