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Fiscalità internazionale. Verso norme tributarie più attente all’internazionalizzazione dell’impresa?

Approfondimento Settembre 2016 a cura dei docenti NIBI

Gli ultimi due anni hanno segnato, per il nostro ordinamento tributario, l’inizio di una importante opera di aggiornamento e revisione delle disposizioni che regolano situazioni transnazionali.

Il Legislatore, guardando allo scenario europeo, extraeuropeo ed alle molteplici iniziative delle istituzioni internazionali (Unione europea ed OCSE in primis) ha puntato i riflettori sull’impresa presente nel mercato globale.

L’azione legislativa, come si evince dalla Legge delega 11 marzo 2014, n. 23, mira a dotare il sistema di "norme per ridurre le incertezze nella determinazione del reddito e della produzione netta e per favorire l’internazionalizzazione dei soggetti economici operanti in Italia, in applicazione delle raccomandazioni degli organismi internazionali e dell’Unione Europea".

In attuazione di questa delega, è stato emanato il Decreto legislativo 14 settembre 2015 n. 147, recante misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese. Ulteriori interventi normativi sono stati previsti dalle leggi di stabilità 2015 e 2016.

Le aree di intervento in materia di fiscalità internazionale sono diverse: (solo per citarne alcune) vi sono norme improntate alla semplificazione, come l’abolizione dell’obbligatorietà dell’interpello in materia di imprese controllate all’estero, norme volte ad eliminare regole che rappresentavano una peculiarità tutta italiana e che appesantivano la già articolata compliance aziendale, come la disciplina dei costi black list. Inoltre, nell’ottica di agevolare gli investimenti all’estero, è stato previsto un regime di branch exemption grazie al quale, a seguito di opzione della casa madre, il reddito prodotto all’estero dalla stabile organizzazione è esente da tassazione in Italia.

Altri temi toccati dalla revisione normativa sono le disposizioni riguardanti: il trasferimento di sede all’estero, il credito di imposta, la c.d. exit tax, gli utili provenienti da paradisi fiscali.

Il risultato è un quadro composito e articolato – in cui spesso è difficile districarsi anche solo per i periodi di decorrenza delle nuove regole – ma che rappresenta uno sforzo notevole sia nel senso della semplificazione che della eliminazione di certi ostacoli ai rapporti internazionali.

 

Tali norme saranno contestualizzate e analizzate durante il Corso Executive "Fiscalità Internazionale" - Milano, 21 e 22 Ottobre 2016.

 

A cura di Giovanna Costa - Docente NIBI dal 2009.

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